Chi è
Nato ad Albano Laziale (Roma) il 25 aprile 1953, ha tracciato il suo percorso formativo diplomandosi in composizione nel 1978 presso il Conservatorio “A. Casella” dell’Aquila. La sua vocazione sperimentale emerge presto: già nel 1972 fonda il gruppo di improvvisazione “Edgard Varèse” e l’ensemble “Beat ’72”. La sua è una ricerca che da subito assume un respiro europeo, frequentando seminari a Colonia con figure capitali come Karlheinz Stockhausen e Mauricio Kagel (1975) e perfezionandosi a Parigi nelle tecniche del teatro musicale contemporaneo (1978-1979), prima di stabilirsi a Berlino su invito del DAAD (1985-86).
Negli anni Ottanta, Battistelli si afferma come una delle voci più raffinate e ricercate della sua generazione. È in questo periodo che la sua capacità di “tessere linguaggi” sonori unici si manifesta in opere capitali come Experimentum mundi, un lavoro eseguito oltre 400 volte nel mondo e insignito del prestigioso Herald Angel Award. La sua produzione di quel decennio traccia già i confini della sua poetica: da Afrodite, un “monodramma di costumi antichi”, alla fantasia cameristica Jules Verne; da Le combat d’Hector et d’Achille, per due oratori musicali, a Globe Theatre (con coreografia di Virgilio Sieni) e Anarca, Hommage à Ernst Jünger, per orchestra.
Il suo catalogo, che oggi conta più di 35 opere sceniche, testimonia un ruolo da protagonista nel teatro d’opera europeo. Opere come Riccardo III (debuttato alla Vlaamse Opera di Anversa nel 2005 con la regia di Robert Carsen) e Prova d’orchestra (commissionata dall’Opéra National du Rhin nel 1995) diventano successi internazionali, premiati dalla critica (come il premio dell’Associazione Italiana Critici Musicali a Venezia nel 2018 per Riccardo III) e rappresentati nei teatri più importanti. La sua produzione recente consolida questa statura, con commissioni che vanno dal Teatro alla Scala (CO2, 2015) al Teatro dell’Opera di Roma (Julius Caesar, 2021), dal Teatro La Fenice (Le baruffe, 2022) alla Deutsche Oper Berlin (Il teorema di Pasolini, 2023), passando per Hannover, Birmingham e l’Opéra National de Lorraine. La stessa prolificità si ritrova nella produzione sinfonica, con lavori scritti per direttori come Riccardo Muti (Meandri, 2004) e Antonio Pappano (Afterthought, 2005), e opere di teatro musicale come Sconcerto (2010), portato in tournée dall’attore Toni Servillo.
La sua presenza nel panorama culturale non è solo quella del creatore, ma anche del “regista di progettualità” istituzionale. Compositore in residenza ad Anversa e Düsseldorf, ha insegnato alla Aldeburgh Music fondata da Benjamin Britten. Accademico di Santa Cecilia dal 2004, il suo percorso è costellato di riconoscimenti, dal titolo di Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres (2003) in Francia al Leone d’Oro alla carriera della Biennale Musica di Venezia (2022), fino alle massime onorificenze della Repubblica Italiana (Commendatore nel 2013 e Cavaliere di Gran Croce nel 2020). Ha ricoperto ruoli di vertice come direttore artistico della sezione Musica della Biennale di Venezia, della Fondazione Arena di Verona e del Festival Pucciniano. Attualmente guida la programmazione della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento e del Festival MITO SettembreMusica. I suoi lavori sono pubblicati da Casa Ricordi.
